The Creators
Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio sono tra gli scienziati che hanno contribuito in modo decisivo alla nascita dell’intelligenza artificiale moderna. Il loro lavoro sulle reti neurali e sul deep learning ha aperto la strada a una nuova forma di intelligenza artificiale, capace di apprendere dai dati e di raggiungere capacità che, fino a pochi decenni fa, sembravano impossibili. Per anni hanno lavorato per rendere le macchine sempre più capaci di imparare. Poi qualcosa è cambiato. Di fronte alla velocità con cui l’intelligenza artificiale si è sviluppata, entrambi hanno iniziato a interrogarsi sulle conseguenze della propria ricerca. Hinton ha lasciato Google nel 2023 per poter parlare liberamente dei rischi dell’AI, arrivando a considerare possibile persino uno scenario in cui sistemi più intelligenti dell’uomo possano diventare difficili da controllare. Bengio ha progressivamente concentrato parte della propria attività sulla sicurezza dell’AI, cercando di trovare un modo per impedire che sistemi sempre più autonomi possano agire contro gli interessi dell'umanità. Non sono contrari all’intelligenza artificiale e non rinnegano il valore delle loro scoperte. Il loro interrogativo è più profondo: abbiamo creato qualcosa che potrebbe diventare più intelligente di noi, senza sapere ancora come mantenerne il controllo? È un paradosso che richiama quello di altri grandi scienziati del passato, chiamati a confrontarsi con le conseguenze delle proprie scoperte. Come nel caso dell’energia nucleare, la conoscenza non è né buona né cattiva: è il modo in cui viene utilizzata a determinarne le conseguenze. Ma nell’AI esiste una differenza fondamentale. Non abbiamo creato soltanto una nuova fonte di energia o una nuova macchina. Abbiamo creato sistemi capaci di apprendere, elaborare informazioni, prendere decisioni e, potenzialmente, sviluppare capacità che non comprendiamo ancora pienamente. Hinton e Bengio rappresentano così un momento particolare della storia della scienza: quello in cui i creatori iniziano a interrogarsi sulla propria creatura. Il loro dubbio non è necessariamente un rimpianto. È una domanda lasciata aperta: quanto possiamo spingerci nella creazione di una nuova intelligenza prima di non essere più certi di poterla controllare?
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Geoffrey Hinton and Yoshua Bengio are among the scientists who have made decisive contributions to the birth of modern artificial intelligence. Their work on neural networks and deep learning paved the way for a new form of artificial intelligence, capable of learning from data and achieving abilities that, until just a few decades ago, seemed impossible. For years, they worked to make machines increasingly capable of learning. Then something changed. Faced with the speed at which artificial intelligence has developed, both began to question the consequences of their own research. Hinton left Google in 2023 so that he could speak freely about the risks of AI, even considering the possibility that systems more intelligent than humans could eventually become difficult to control. Bengio has progressively devoted part of his work to AI safety, seeking ways to prevent increasingly autonomous systems from acting against humanity's interests. They are not opposed to artificial intelligence, nor do they reject the value of their discoveries. Their question is deeper: Have we created something that could become more intelligent than us, without yet knowing how to keep it under control? It is a paradox that echoes the experience of other great scientists of the past, who were forced to confront the consequences of their own discoveries. As with nuclear energy, knowledge itself is neither good nor evil: it is the way it is used that determines its consequences. But AI presents a fundamental difference. We have not created merely a new source of energy or a new machine. We have created systems capable of learning, processing information, making decisions and, potentially, developing abilities that we do not yet fully understand. Hinton and Bengio therefore represent a particular moment in the history of science: the moment when the creators begin to question their own creation. Their doubt is not necessarily regret. It is an open question: How far can we go in creating a new intelligence before we can no longer be certain that we are able to control it?
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