Ogni anno, a Genazzano, migliaia di fedeli della comunità albanese presente in Italia si ritrovano per rendere omaggio alla Madonna del Buon Consiglio, conosciuta anche come Madonna di Scutari o Madonna degli Albanesi. La tradizione racconta che nel 1467, mentre l'Albania era minacciata dall'avanzata dell'Impero Ottomano, l'immagine sacra venerata nella città di Scutari lasciò miracolosamente la sua chiesa e giunse a Genazzano, dove ancora oggi è custodita nel Santuario della Madre del Buon Consiglio. Al di là dell'aspetto religioso, questo racconto è diventato nei secoli il simbolo di un popolo costretto a lasciare la propria terra e a ricostruire altrove la propria identità. Per gli albanesi, la Madonna di Genazzano rappresenta molto più di una devozione mariana. È la memoria di una patria perduta, il legame con le proprie radici e la continuità di una storia sopravvissuta a guerre, invasioni, migrazioni e persecuzioni religiose. Durante il regime comunista albanese, quando la pratica religiosa fu proibita e molti luoghi di culto vennero distrutti, la devozione alla Madonna del Buon Consiglio continuò a vivere nelle famiglie e nella memoria collettiva, rafforzandone ulteriormente il valore simbolico. La processione che si svolge a Genazzano è quindi un momento di incontro tra fede e identità culturale. Le strade del borgo si riempiono di pellegrini, bandiere albanesi, preghiere, canti e gesti di devozione che trasformano la celebrazione in un rito collettivo di appartenenza. È una festa religiosa, ma anche un momento di ricongiungimento per una comunità dispersa che, attraverso la figura della Madonna, rinnova il legame con la propria storia.
Il progetto fotografico Madre degli Albanesi documenta questo incontro tra sacro e memoria, raccontando una comunità che continua a riconoscersi in un simbolo capace di attraversare i secoli e le frontiere. Le immagini esplorano il rapporto tra fede, migrazione e identità, restituendo il volto contemporaneo di una tradizione che mantiene vivo il dialogo tra Albania e Italia, tra passato e presente, tra storia e appartenenza.
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