Un tratto distintivo dell‘Impressionismo è la volontà degli artisti di catturare l‘aspetto effimero di una scena o di un soggetto. Ogni immagine che si presenta davanti ai nostri occhi, è determinata dalla forma dell'oggetto che stiamo osservando, ma soprattutto dalla luce che colpisce quell'oggetto e che dall'oggetto stesso si dirige verso i nostri occhi. Questo approccio si riflette nell‘uso audace del colore e della luce, dove gli artisti sperimentavano con la luce naturale per catturare il gioco delle ombre e dei riflessi. Le pennellate veloci e visibili contribuivano a creare una sensazione di movimento e spontaneità, enfatizzando l‘impressione immediata del soggetto.
L‘Impressionismo si concentrava principalmente su scene di vita quotidiana, paesaggi, ritratti e momenti fugaci. Questi soggetti spaziavano dalla vita urbana ai paesaggi rurali, dalla luce del sole al chiaro di luna, offrendo una panoramica ricca e diversificata del mondo. Il pittore si mette personalmente di fronte al soggetto che vuole rappresentare, di solito qualcosa che si trova all'aria aperta (en plein air). Non si chiude nel proprio studio, ma si siede sulla collina, nella piazza, in riva al fiume che ha deciso di rappresentare. Niente più bozzetti su carta, niente più disegno preparatorio sulla tela, niente più contorni precisi delle cose, tutte operazioni che richiederebbero molto tempo; ma colore non mescolato, steso direttamente sulla tela con rapidi tocchi, con pennellate rapide e distese per ritrarre la sensazione di luce e movimento. Le opere presentano colori vibranti e luminosi, con una palette che mira a rappresentare la variazione naturale della luce. Apparentemente, a distanza ravvicinata, possono sembrare macchie senza senso, ma allontanandosi di qualche passo, assumono la precisione di immagini fotografiche.
Quelli in cui nasce e si diffonde l'Impressionismo sono gli stessi anni in cui nasce e si afferma la fotografia: gli impressionisti sono curiosi e affascinati da questo nuovo mezzo di riproduzione della realtà. Non lo considerano, al contrario dei pittori tradizionalisti, un pericoloso antagonista; colgono immediatamente le possibilità che offre. Quando il fotografo apre il diaframma, permette alla luce di penetrare all'interno della scatola e la luce va a sbattere sulla pellicola, che fissa per sempre l'immagine di ciò che si trova davanti all'obiettivo. Si dice che la pellicola si "impressiona," e la somiglianza del termine con il nome "Impressionismo" non è affatto casuale. Nello stesso momento si fanno grandi passi avanti in campo medico, si studia il funzionamento dell'occhio umano e il tema appassiona molto gli impressionisti. L'occhio, in fondo, non è troppo diverso dalla macchina fotografica. Tutte queste scoperte e queste innovazioni tecnologiche influenzano i pittori dell'Impressionismo, uomini al passo con i tempi che si lasciano alle spalle i tradizionali metodi di lavoro lenti e laboriosi.
L’idea di questo progetto è rappresentare dal punto di vista fotografico, quel periodo pittorico con gli elementi tipici dell'impressionismo, cercando di catturare l'atmosfera e le emozioni del luogo piuttosto che concentrarsi su dettagli precisi e accurati, evidenziando la luminosità i contorni imprecisi delle figure o degli oggetti, e questo è possibile utilizzando la tecnica ICM.
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