In Piazza è una ricerca fotografica sulla piazza come spazio pubblico e luogo fondamentale della vita collettiva. Un luogo aperto, attraversato e condiviso, nel quale persone diverse si incontrano, si fermano, passano, si esprimono e costruiscono, anche inconsapevolmente, una parte della vita della comunità. La piazza non è soltanto uno spazio architettonico, ma un luogo in continua trasformazione, capace di accogliere la quotidianità così come l'evento, il gioco, la festa, la protesta, la musica e le forme spontanee di socialità. È uno spazio nel quale l'individuo esce dalla propria dimensione privata e diventa parte di una scena collettiva. In Piazza osserva questa dimensione senza volerla classificare o raccontare attraverso un unico punto di vista. La fotografia registra la varietà delle presenze e delle relazioni che si manifestano nello spazio pubblico, mostrando come la piazza possa assumere significati diversi a seconda di chi la attraversa e di ciò che vi accade. È un luogo di passaggio, ma anche di permanenza; di incontro, ma anche di solitudine; di espressione individuale e di partecipazione collettiva. Uno spazio nel quale la vita quotidiana e l'eccezionale possono convivere e nel quale una comunità, attraverso i propri gesti e le proprie attività, rende visibile la propria presenza. La piazza diventa così una sorta di teatro della vita contemporanea, dove senza una vera sceneggiatura si incontrano persone, generazioni, comportamenti e forme diverse di partecipazione. In Piazza non racconta quindi una piazza specifica, ma la piazza come luogo universale dell'esperienza umana: uno spazio comune nel quale la società si mostra, si incontra, si confronta e, semplicemente, vive.
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In Piazza is a photographic exploration of the square as a public space and a fundamental place of collective life. An open space, crossed and shared, where different people meet, stop, pass through, express themselves and, often unconsciously, contribute to shaping a part of community life. The square is not merely an architectural space, but a place in constant transformation, capable of embracing everyday life as well as events, play, celebration, protest, music and spontaneous forms of social interaction. It is a space in which the individual steps beyond the private dimension and becomes part of a collective scene. In Piazza observes this dimension without seeking to classify it or tell it from a single point of view. Photography records the variety of presences and relationships that emerge within public space, showing how the square can take on different meanings depending on who passes through it and what takes place there. It is a place of passage, but also of permanence; of encounter, but also of solitude; of individual expression and collective participation. A space where everyday life and the exceptional can coexist, and where a community, through its gestures and activities, makes its presence visible. The square thus becomes a kind of theatre of contemporary life, where, without a real script, people, generations, behaviours and different forms of participation come together. In Piazza does not tell the story of a specific square, but of the square as a universal place of human experience: a shared space where society reveals itself, meets, confronts itself and, quite simply, lives.

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